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Chieti La città di Chieti vanta origini
antichissime. Il nome italico Teate, evoca una provenienza misteriosa;
Strabone ci tramanda una curiosa derivazione di Teate da Tegeate, città
dell'Arcadia, e alcuni storici del Seicento rivendicano addirittura una
fondazione ad opera di eroi e semidivinità greche: forse Ercole o Achille.
Un'ipotesi meno fantasiosa ma più attendibile quella che attribuisce a Chieti
un' origine italica nel cui idioma Teate significherebbe "collina boscosa".
Abitata dalle antichissime genti osche fu invasa da popolazioni appartenenti
alla tribù dei Marsi intorno al 1000 a.C. Questi, preso il nome di Marrucini, si
stanziarono sulle terre intorno a un'altura che domina la valle del fiume
Pescara. La città divenne il centro più importante del territorio dei Marrucini
che vissero in buoni rapporti con la potenza di Roma. Ma in seguito al mancato
riconoscimento della cittadinanza, si unirono alle altre popolazioni italiche
locali, scatenando nel primo secolo avanti Cristo la guerra sociale. Al termine
di lunghi combattimenti, Roma dovette riconoscere loro la cittadinanza e
Teate divenne municipio di una certa importanza col nome di Teate
Marrucinorum. Il periodo di massimo splendore per la città è da individuare
tra la fine della repubblica e il primo secolo dell'età imperiale, grazie al
mecenatismo di alcune illustri famiglie teatine tra cui spicca il nome degli
Asinii. Devastata dalle invasioni barbariche, divenne parte del Ducato di
Benevento, fu poi capoluogo della vasta contea di Teate che, assoggettata dai
normanni, tornò autonoma con gli svevi nel secolo XIII. Con Alfonso I re di
Napoli (1442-1458) la città godette di notevoli privilegi e venne nominata
metropoli degli Abruzzi. Intorno al 1550 combatté a difesa del regno contro le
invasioni francesi. Nel 1646, quando l'Abruzzo fu suddiviso nelle due province
dell'Aquila e di Chieti, questa divenne feudo dei Caracciolo, e solo nel secolo
successivo riacquistò le libertà demaniali. Testimonianze romane sono i tre
piccoli tempietti (I secolo d.C.), i resti del teatro, le grandi terme
(alimentate da una cisterna costituita da nove vani scavati in una collina).
L'antico foro era situato all'altezza dell'attuale Seminario, dove sono state
rinvenute numerose iscrizioni pubbliche, un mosaico, un muro reticolato e un
gruppo di edifici sacri che ne delimitano l'area su due lati. In questo contesto urbano si
colloca l’Istituto Professionale “U. Pomilio” che col passare deglianni è
diventato, in Abruzzo, punto di riferimento per una preparazione professionale
dei ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro. |
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